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Anto07
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Inserito il - 28/11/2007 : 14:34:34
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http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_28/Omeopatia_De_Bac_8a4031dc-9d79-11dc-bac3-0003ba99c53b.shtml
Censurata la «mancanza di informazioni». Londra taglia i fondi
È provato: «L'omeopatia è inutile»
«Solo un placebo, effetti collaterali inattesi». Nuova ricerca di Lancet. I farmacologi: basta aiuti
ROMA — Efficace come un placebo. Finta medicina. O, se preferite, acqua fresca. Stangata di Lancet, la prestigiosa rivista di scienza, sull'omeopatia. Un articolo firmato sull'ultimo numero da Ben Goldacre, autore di un commento affilato anche sul quotidiano britannico Guardian, stronca la più gettonata delle terapie alternative citando cinque ampie revisioni degli studi condotti negli ultimi anni.
Tutti, sostiene, portano alla stessa conclusione: «Non sono stati evidenziati vantaggi significativi rispetto ai placebo». Non basta. Goldacre insiste nel colpire duramente denunciando gli «inattesi effetti collaterali» e la mancanza di informazione adeguata. Seguono, sempre su Lancet, due servizi sull'ondata antiomeopatica nel Regno Unito, dove il governo ha tagliato i fondi pubblici ad alcuni centri che prescrivono le cure dolci, e sul buon vento che soffia in India dove il mercato sta crescendo del 25% all'anno, sostenuto da 100 milioni di pazienti.
Alle insinuazioni replicano i Laboratoires Boiron, una delle maggiori aziende del settore, che cita i risultati di sperimentazioni condotte secondo le regole corrette dal punto di vista metodologico. Vengono rivendicati gli «effetti benefici degli interventi con omeopatia». «L'ennesimo attacco scientificamente ingiustificabile» è annoverato fra le attitudini sfavorevoli «al progresso nella conoscenza. L'omeopatia è una vera e propria chance per la medicina di domani — argomenta Boiron — ma non ce la fa da sola, ha bisogno di condividere il percorso con gli scienziati, mondo accademico e realtà ospedaliera».
Polemiche anche in Italia dopo la divulgazione del documento della società italiana di farmacologia, la Sif, nell'ultimo numero della Newsletter. Bocciate oltre all'omeopatia («la forza delle evidenze che scaturisce dagli studi pubblicati è bassa e vengono in genere riportati risultati negativi»), agopuntura («efficacia moderata come nel caso delle patologie infiammatorie croniche»), medicina tradizionale cinese («su di essa esistono limitatissime informazioni, carenza aggravata dalle difficoltà legate alla lingua») e fitoterapia. Meno duro il giudizio sulle erbe: «Da anni molti medici in Italia le usano e hanno maggiore familiarità. Le prove di efficacia però non sono sempre entusiasmanti e se prescritte con troppa disinvoltura possono portare qualche guaio». Achille Caputi, presidente della Sif, spiega le ragioni dei farmacologi: «Per il servizio sanitario è un momento di estreme difficoltà economiche e non vediamo perché bisognerebbe rimborsare cure che non funzionano, come vorrebbe la proposta di legge in discussione al Parlamento».
Sono circa 200 i centri ospedalieri e Asl che rimborsano le altre terapie (salvo versamento di ticket e prodotti a carico del paziente), grazie all'autonomia di spesa delle Regioni. La popolarità delle terapie alternative in Italia è per la prima volta in calo secondo l'ultima indagine Istat, 60 mila famiglie intervistate nel 2005. Gli italiani che almeno una volta hanno combattuto raffreddore, influenza e dolori intestinali o reumatici sono 7 milioni e 900 mila, un milione in meno rispetto al '99. Il motivo? Maggiore prudenza dopo gli articoli scientifici non rassicuranti.
Margherita De Bac 28 novembre 2007
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consuelo
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Inserito il - 28/11/2007 : 14:46:52
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l'omeopatia non è inutile!!! io rispondo cosi |
 Consuelo --> nata il 12/10/1984 Leo --> nato il 22/04/1981 Lex --> Cocker spaniel nato il 27/02/2007
Mamy sei stata unica e fantastica..non ti dimenticherò mai. Ti amo per sempre.
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si
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Regione: Toscana
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Inserito il - 28/11/2007 : 14:54:34
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L'omeopatia non è inutile, e ancor di più non sono inutili agopuntura e fitoterapia. Se il servizio sanitario è in estrema difficoltà economica e paga i farmacologi (i primi a prendere i soldi dal sistema sanitario) per dire ste cose e per essere giustificato a dare meno fondi, non posso altro che commentare "è la solita Italia..." |
"Chiunque salvi una vita salva il mondo intero..."
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Modificato da - si in data 28/11/2007 14:55:15 |
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smearycoffee
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Inserito il - 28/11/2007 : 14:55:05
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l'ho letto pure io stamattina!!
Non so cosa pensare..non ho mai provato l'omeopatia, però da quello che sento dire da gente che la usa, sono sicura del suo effetto placebo!! |
Chino*Conny*Frank*Janet*Lillo*Argento*Blu*Princi*Gerbi*Billa*Lilli&Baruki*Nina&Lola*
**Due strade trovai nel bosco e io scelsi quella meno battuta, ed è per questo che sono diverso.**
www.gerbillo.com dove puoi trovare tutte le info utili!! |
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Ned
Sono sempre qua
  

Regione: Veneto
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Inserito il - 28/11/2007 : 15:07:14
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è stata scoperta l'acqua calda  |
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lily81
Amico
 
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334 Messaggi |
Inserito il - 28/11/2007 : 16:13:19
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anche io ci ero arrivata: l'omeopatia è acqua fresca! una volta mi ero beccata una tosse terribile, di quelle che non riesci nemmeno a dormire di notte, sono andata dal farmacista e ho trovato un fanatico dell'omeopatia che mi ha rifilato delgli zuccherini da prendere ogni 5 ore, con quelli secondo lui in 2 giorni la tosse mi sarebbe passata.. non solo ho preso tutta la confezione, quindi oltre il dosaggio da lui consigliato, ma dopo 2 giorni la tosse era peggiorata che quasi non riuscivo a respirare senza tossire e oltre alla tosse mi si erano formate delle placche in gola..   ho dovuto acquistare uno sciroppo molto forte per guarire il tutto!! |
vieni nel mio forum: http://passionebetta.forumup.net/
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filmore
Apprendista Inseparabile
   

1410 Messaggi |
Inserito il - 28/11/2007 : 18:37:14
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Lily questa e' solo 1 tua esperienza personale. Per quello che si sa' la tosse puo' anche regredire spontaneamente. Come succede di solito dopo qualche giorno. I nonni dicevano se hai il raffreddore e prendi l'aspirina in 7 giorni ti passa. Se invece non prendi niente ti passa in una settimana.
Ciao  |
... Basta un pensiero per modificare la realta che ti circonda... |
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filmore
Apprendista Inseparabile
   

1410 Messaggi |
Inserito il - 28/11/2007 : 18:56:03
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Media e salute
Col crescere dell'offerta informativa su questi temi aumentano anche le lamentele sulla "disinformazione" in campo medico. E' utile a questo proposito passare in rassegna le principali lacune dell'informazione in medicina, individuate da vari ricercatori
Le 10 trappole:
1. Fidarsi degli esperti
Spesso gli articoli e i servizi radiotelevisivi che parlano di salute si configurano come passerelle di esperti. Questo può inficiare la correttezza delle informazioni. L'opinione degli esperti, infatti, spesso non è aggiornata come si crede, o può essere distorta da interessi e pregiudizi. L'esperto, inoltre, può dare informazioni distorte da un conflitto di interessi non dichiarato. Uno studio recente ha mostrato che se una ricerca è finanziata da un'industria, le probabilità che le conclusioni siano pro-industria sono quasi il quadruplo di uno studio indipendente.
Qual è il consiglio Mantenere un atteggiamento critico sulle affermazioni degli esperti e controllare sempre le fonti delle affermazioni.
Ciao
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orcaimpetuosa
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Inserito il - 28/11/2007 : 19:17:36
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e non era una novità:
L'omeopatia? Solo un placebo
Ricerca svizzera pubblicata su Lancet, scontro sulla medicina alternativa
L'editoriale di "Lancet", una delle più autorevoli riviste mediche al mondo, ha un titolo che sembra definitivo: "La fine dell'omeopatia". Il principe Carlo farà un salto sulla sedia, visto che ha appena commissionato uno studio per convincere il governo a investire di più nella medicina alternativa. E con lui decine di milioni fra medici e pazienti filo-omeopatici nel mondo avranno una brutta sorpresa. Lancet pubblica una ricerca dell'università di Berna, secondo la quale una sperimentazione incrociata dimostra che i farmaci omeopatici hanno un'efficacia solo illusoria, pari a quella del placebo, e cioè dell'acqua fresca. Difficile immaginare che i seguaci della medicina fondata alla fine del '700 dal dottor Samuel Hahnemann, a questo punto, facciano ammenda e buttino nella spazzatura tinture e preparati ultra-diluiti. Ma certo quello inferto dal dottor Matthias Egger e dai suoi colleghi è un duro colpo. I ricercatori svizzeri hanno comparato i risultati di 110 trattamenti omeopatici con altrettante somministrazioni di farmaci convenzionali, in un ampio spettro di situazioni, dalle affezioni respiratorie alla chirurgia. Hanno scoperto che l'omeopatia non ha effetti più rilevanti del placebo. Più in dettaglio, a Berna dicono che, mentre nella sperimentazione su bassa scala (e quindi qualitativamente inferiore) s'è accertata una certa prevalenza degli effetti dell'omeopatia sul placebo, su una scala più ampia c'è stato il pareggio.
Nessuna differenza fra prodotti omeopatici e acqua fresca. I farmaci convenzionali, invece, hanno vinto entrambe le partite. Insomma, secondo Egger e colleghi l'omeopatia funziona solo se ci credi. L'editoriale di "Lancet", che si apriva con quel titolo sulla morte dell'omeopatia, conclude in maniera più salomonica: "Bisogna che i dottori siano chiari e onesti con i loro pazienti sull'assenza di benefici dell'omeopatia, e con se stessi sulla debolezza della medicina moderna nel prendere atto del bisogno di attenzione personalizzata da parte di loro pazienti". Un giudizio che coglie le debolezze scientifiche dell'omeopatia, ma anche la ragione del suo successo. In Gran Bretagna, per esempio, ci sono più di 47 mila praticanti dell'omeopatia, più dei medici generici. Il 42 per cento dei medici generici indirizza pazienti alle cure di un omeopata. In Scozia l'86 per cento è in favore dell'omeopatia. Tutto il settore della medicina alternativa è in grande espansione: i britannici spendono attualmente 130 milioni di sterline all'anno per queste cure (dall'agopuntura, alle erbe, alla riflessologia), ma si stima che questa spesa salirà fino a 200 milioni nei prossimi quattro anni. Lo studio commissionato dal principe Carlo, che gli ha attirato critiche violentissime dagli ambienti scientifici, mira a dimostrare che la medicina alternativa potrebbe far risparmiare 3,5 miliardi di sterline al servizio sanitario pubblico. La ricerca pubblicata da "Lancet", verosimilmente, non chiuderà affatto l'eterna discussione sui benefici dell'omeopatia. Va avanti da circa 200 anni, da quando il tedesco dottor Hahnemann cominciò a sperimentare il principio "similia similibus curantur", e cioè la cura delle malattie utilizzando in altissima diluzione le sostanze che ne erano all'origine. Erano, bisogna ammettere, gli anni dei salassi, delle purghe e delle sanguisughe. Anche le sostanze che Hahnemann provò a diluire erano a volte particolari: c'erano estratti di "mustela phoetida" (ghiandola anale di puzzola), "periplaneta americana" (scarafaggio), e "pediculus capitis" (pidocchio). La diluizione elevatissima dei preparati omeopatici fa sì che, spesso, non resti nel preparato nemmeno una molecola del principio originario. Ma gli omeopati credono che esista una "memoria dell'acqua", in grado di trattenere la capacità di produrre benefici. E sono decenni che intorno all'omeopatia si accendono dispute scientifiche. E, per stare all'Italia, si ricorda il processo intentato contro Piero Angela da due associazioni di omeopati, per una puntata di Superquark. Angela ebbe la solidarietà di scienziati come Dulbecco, Levi Montalcini, Sirchia. I giudici lo assolsero. Fonte: LaRepubblica (28/08/2005) |
il dolore genera ricordi, il sonno della ragione genera mostri |
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consuelo
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Inserito il - 28/11/2007 : 19:29:24
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| io uso esclusivamente cose omeopatiche...tranne quando sto troppo male che allora mi aiuto con il farmaco... ho fatto l'agopuntura... e non posso che dire.... continuiamo con l'omeopatia agopuntura e abbasso farmaci...antidepressivi soprattuto... che la depresione si cura con i fiori di bach tranquillamente |
 Consuelo --> nata il 12/10/1984 Leo --> nato il 22/04/1981 Lex --> Cocker spaniel nato il 27/02/2007
Mamy sei stata unica e fantastica..non ti dimenticherò mai. Ti amo per sempre.
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consuelo
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Inserito il - 28/11/2007 : 19:30:05
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Citazione: Messaggio inserito da lily81
anche io ci ero arrivata: l'omeopatia è acqua fresca! una volta mi ero beccata una tosse terribile, di quelle che non riesci nemmeno a dormire di notte, sono andata dal farmacista e ho trovato un fanatico dell'omeopatia che mi ha rifilato delgli zuccherini da prendere ogni 5 ore, con quelli secondo lui in 2 giorni la tosse mi sarebbe passata.. non solo ho preso tutta la confezione, quindi oltre il dosaggio da lui consigliato, ma dopo 2 giorni la tosse era peggiorata che quasi non riuscivo a respirare senza tossire e oltre alla tosse mi si erano formate delle placche in gola..   ho dovuto acquistare uno sciroppo molto forte per guarire il tutto!!
tosse secca??? STODAL ottimo sciroppo omeopatico..che conta davvero... |
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orcaimpetuosa
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Inserito il - 28/11/2007 : 19:46:26
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ok, se qualcuno, giustamente, nn si fida dei media, e se sa leggere l'inglese, questo è il testo della pubblicazione scientifica su The Lancet, completo di bibbliografia:
Benefits and risks of homoeopathy
Five large meta-analyses of homoeopathy trials have been done. All have had the same result: after excluding methodo logically inadequate trials and accounting for publication bias, homoeopathy produced no statistically signifi cant benefi t over placebo.1–5 And yet homoeopathy can still be clinically useful. During the cholera epidemic in the 19th century, death rates at the London Homoeopathic Hospital were three times lower than those at the Middlesex Hospital.6 The reason for homoeopathy’s success in this epidemic is even more interesting than the placebo eff ect. At the time, nobody could treat cholera, and while medical treatments such as blood-letting were actively harmful, the homoeopaths’ treatments were at least inert. Similarly, modern medicine can off er little for conditions such as many types of back pain, stress at work, medically unexplained fatigue, and most com mon colds. Going through a theatre of medical treatment, and trying every drug in the book, will only elicit side-eff ects. An inert pill in these circumstances seems a sensible option. However, just as homoeopathy has unexpected benefi ts, so it can have unexpected side-eff ects. The very act of prescribing a pill carries its own risks: medicalisation, reinforcement of counterproductive illness behaviours, and promotion of the idea that a pill is an appropriate response to a social problem, or a modest viral illness. Similarly, when a health-care practitioner of any description prescribes a pill which they know is no more effective than placebo—without disclosing that fact to their patient—then they disregard both informed consent and their patient’s autonomy. Some could argue that this cost is accept able, but such old-fashioned paternalism can ultimately undermine the doctor–patient relationship. There are also more concrete harms. A routine feature of homoeopaths’ marketing practices is to denigrate mainstream medicine. One study found that half of all homoeo paths who were approached advised patients against the measles, mumps, and rubella vaccine for their children.7 A television news investigation found that almost all homoeopaths who were approached recommended ineff ective homoeopathic prophylaxis for malaria, undermined medical prophylaxis, and did not even give simple advice on bite prevention.8 Undermining medicine is a wise commercial decision for homoeopaths, because survey data show that a disappointing exper ience with mainstream medicine is one of the few feat ures to regularly correlate with a decision to use alter native therapies. But it might not be a responsible choice. Homoeopaths can undermine public-health campaigns; leave their patients exposed to fatal diseases; and, in the extreme, miss or disregard fatal diagnoses. There have also been cases of patients who died after medically trained homoeopaths advised them to stop medical treatments for serious medical conditions.9,10 All these problems have been exacerbated by society’s eagerness to endorse the healing claims of homoeopaths, and by the lack of a culture of critical self-appraisal in alternative medicine. Publication bias in alternative ther apy journals is high: in 2000, only 5% of studies published in complementary or alternative health journals were negative.11 To my knowledge, the ethical issues of autonomy and placebo have never been discussed. Homoeopaths routinely respond to negative meta-analyses by cherry-picking posi tive studies. An observational study,12 which amounts to little more than a customer-satisfaction survey, has been promoted13 as if it trumps a string of randomised trials. Homoeopaths can misrepresent scientifi c evidence freely to an unsuspecting and scientifi cally illiterate public, but in doing so they undermine the public understanding of what it means to have an evidence base for a treatment. This approach seems particularly egregious when academics are working harder than ever to engage the wider public in a genuine understanding of research,14 and when most good doctors try to educate and involve their patients in the selection of treatment options. Every criticism I have made could be managed with clear and open discussion of the problems. But homoeopaths have walled themselves off from academic medicine, and critique has been all too often met with avoidance rather than argument. The Society of Homeopaths (in Europe) has even threatened to sue bloggers,15 and the university courses on alternative medicine which I and others have approached have fl atly refused to provide basic information, such as what they teach and how.16 It is hard to think of anything more unhealthy. To ban homoeopathy would be an over-reaction, as placebos could have a clinical role. However, whether the placebo eff ect is best harnessed by homoeopaths will remain questionable until these ethical issues and sideeff ects have been addressed.
Ben Goldacre The Guardian, London EC1R 3ER, UK ben@badscience.net I am a medical doctor who is also employed by the media as a commentator on pseudoscience and the sociology of medicine.
1 Kleijnen J, Knipschild P, ter Riet G. Clinical trials of homoeopathy. BMJ 1991; 302: 316–23. 2 Boissel JP, Cucherat M, Haugh M, Gauthier E. Critical literature review on the eff ectiveness of homoeopathy: overview of data from homoeopathic medicine trials. Brussels, Belgium: Homoeopathic Medicine Research Group. Report to the European Commission. 1996: 195–210. 3 Linde K, Melchart D. Randomized controlled trials of individualized homeopathy: a state-of-the-art review. J Alter Complement Med 1998; 4: 371–88. 4 Cucherat M, Haugh MC, Gooch M, Boissel JP. Evidence of clinical effi cacy of homeopathy: a meta-analysis of clinical trials. Eur J Clin Pharmacol 2000; 56: 27–33. 5 Shang A, Huwiler-Müntener K, Nartey L, et al. Are the clinical eff ects of homoeopathy placebo eff ects? Comparative study of placebo-controlled trials of homoeopathy and allopathy. Lancet 2005; 366: 726–32. 6 Hempel S. The medical detective. London, UK: Granta Books, 2006. 7 Schmidt K, Ernst E. Aspects of MMR. BMJ 2002; 325: 597. 8 Jones M. Malaria advice ‘risks lives’. Newsnight, BBC2 July 13, 2006. http://news. bbc.co.uk/1/hi/programmes/newsnight/5178122.stm (accessed Nov 8, 2007). 9 General Medical Council Fitness To Practise Panel. Dr Marisa Viegas. 2007. http://www.gmc-uk.org/concerns/hearings_and_decisions/ftp/20070628_ ftp_panel_viegas.asp (accessed Nov 8, 2007). 10 Sheldon T. Dutch doctor struck off for alternative care of actor dying of cancer. BMJ 2007; 335: 13. 11 Schmidt K, Pittler M, Ernst E. Bias in alternative medicine is still rife but is diminishing. BMJ 2001; 323: 1071. 12 Spence DS, Thompson EA, Barron SJ. Homeopathic treatment for chronic disease: a 6-year, university-hospital outpatient observational study. J Altern Complement Med 2005; 11: 793–98. 13 Grice E. Keep taking the arsenic. Daily Telegraph Nov 25, 2005. http://www.telegraph.co.uk/health/main.jhtml?view=DETAILS&grid= P8&xml=/health/2005/11/25/hhomeo25.xml (accessed Nov 8, 2007). 14 Evans I, Thornton H, Chalmers I. Testing treatments: better research for better healthcare. London, UK: British Library, 2006. 15 Goldacre B. Threats, the homeopathic panacea. Guardian Oct 20, 2007. http://www.guardian.co.uk/science/2007/oct/20/homeopathy (accessed Nov 6, 2007). 16 Giles J. Degrees in homeopathy slated as unscientifi c. Nature 2007; 446: 352–53.
www.thelancet.com Vol 370 November 17, 2007 |
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Modificato da - orcaimpetuosa in data 28/11/2007 19:48:23 |
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orcaimpetuosa
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Inserito il - 28/11/2007 : 19:52:58
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Citazione: Messaggio inserito da consuelo
io uso esclusivamente cose omeopatiche...tranne quando sto troppo male che allora mi aiuto con il farmaco... ho fatto l'agopuntura... e non posso che dire.... continuiamo con l'omeopatia agopuntura e abbasso farmaci...antidepressivi soprattuto... che la depresione si cura con i fiori di bach tranquillamente
si, e poi anche il cancro ... ti dico la verità, li ho provati, e non mi sono sentito meglio. Dovrebbe fare riflettere il fatto che si sente meglio solo chi ha fiducia, se non è effetto placebo questo! |
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Livia
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Prov.: Napoli
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Inserito il - 28/11/2007 : 19:56:24
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i miei mi hanno cresciuta cn gli omeopatici e devo ammettere ke funzionano!
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  NB:NIKE si legge come è scritto, è il nome greco della dea della vittoria..
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orcaimpetuosa
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Inserito il - 28/11/2007 : 20:29:49
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Citazione: Messaggio inserito da Livia
i miei mi hanno cresciuta cn gli omeopatici e devo ammettere ke funzionano!
questo a riprova della mia affermazione. In effetti, dire che l'omeopatia non funziona è impreciso, infatti, è evidente che funziona come placebo, che non è un gruppo musicale, ma un effetto ampiamente dimostrato per diverse branche della medicina. http://content.karger.com/ProdukteDB/produkte.asp?Aktion=ShowPDF&ArtikelNr=0000103748&Ausgabe=233332&ProduktNr=224242&filename=0000103748.pdf C'è anche da dire che è dimostrato che quantità infinitesimali di alcune sostanze (e non solo) diversamente molto nocive provocherebbero un effetto stimolante sull'organismo a metterein atto le proprie difese (fenomeno dell'ormesi). Per esempio è in alcuni casi documentato un effetto benefico dell'esposizione minima alle radiazioni ionizzanti, ma sfido io che qulche casa farmaceutica possa ammetterlo a cuor leggero. Un esempio semplice semplice potrebbe essere quello delle piante, che se messe a 45 gradi muoiono mentre se prima vengono "preparate" per mezz'ora a 38 gradi, queste non hanno alcun effetto. |
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misulina
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Inserito il - 29/11/2007 : 11:11:00
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