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Ned
Sono sempre qua
  

Regione: Veneto
Prov.: Vicenza
Città: provincia
746 Messaggi |
Inserito il - 14/06/2007 : 11:34:52
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Citazione: Messaggio inserito da sandy
ok....ti stupirò!!!! però devi trovare un posticino giusto!!! chiaramente sempre se accetterò il tuo invito....
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EffeCi
Simpatizzante

Regione: Lombardia
Prov.: Milano
Città: Milano
71 Messaggi |
Inserito il - 18/06/2007 : 01:52:28
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Citazione: Messaggio inserito da sandy
in rete non leggo delle belle cose sullo sfruttamento delle api.... leggo di api noleggiante nei frutteti....che l'inverno vengono nutrite con sciroppo di zucchero misto antibiotici (il fatto di non mangiare miele le espone a malattie) che invece di far del bene peggiora la situazione, certi apicoltori distruggono gli alveari prima dell'inverno....api regine soppresse ogni 2 anni...l'inseminazione artificiale provoca la morte del maschio xchè questo viene decapitato x ottenere sperma....etc etc vi risultano queste informazioni?
alla fine è sempre un allevamento quindi deve essere redditizio...costi quel che costi.....come al solito! 
A me in realtà risulta ben poco di tutto questo... le api d'inverno si alimentano pochissimo, e a spese delle riserve di miele presenti nell'alveare... riserve che l'apicoltore si guarda bene dall'intaccare... il miele commercializzato è solo quello contenuto nei melari, che rappresentano i "surplus" di produzione di ogni alveare... le integrazioni a base zuccherina (il cosiddetto "candito") viene propinato solo in casi particolari, in seguito ad annate molto fredde, o se la primavera è in notevole ritardo...
Il fatto di "affittare" le api ai frutteti non ha niente di negativo... anzi... si incrementa in modo assolutamente naturale la percentuale di allegagione, e si produce più miele, per cui non capisco quale sia il problema...
L'idea che gli apicoltori distruggano gli alveari prima dell'inverno è semplicemente aberrante... è una pratica che non viene più messa in atto da oltre un secolo nell'apicoltura razionale... risale all'utilizzo dei "bugni rustici" fatti di corda o vimini, dai quali il miele poteva essere estratto solo uccidendo la famiglia... era insomma una cosa fatta dai contadini che si improvvisavano apicoltori per una stagione...
E' vero che talvolta si procede alla sostituzione della regina dopo un determinato periodo di tempo, soprattutto se quest'ultima risulta indebolita o molto vecchia... ma non ci vedo niente di drammatico... serve a mantenere gli alveari più sani e a farli durare più a lungo...
Non ho mai sentito parlare di inseminazione artificiale per le api... sappi comunque che al momento della fecondazione la regina, con una violenta contrazione muscolare, estirpa e trattiene i genitali del maschio, che muore nel giro di qualche ora... mi riesce molto difficile pensare ad un modo per riprodurre artificialmente questo processo...
Per cui direi che le cose che hai trovato in giro per la rete (come talvolta purtroppo accade) sono un notevole cumulo di inesattezze...
Ciao Franco |
Roach is now |
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Geco74
Sono sempre qua
  
Prov.: Cremona
974 Messaggi |
Inserito il - 18/06/2007 : 10:17:53
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Grazie, grazie davvero... |
 La vita dei nostri cani è così breve! Eppure loro ne passano la maggior parte aspettando il nostro rientro a casa. |
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sandy
Inseparabile
    
Regione: Lombardia
9108 Messaggi |
Inserito il - 18/06/2007 : 14:07:37
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effeci....non credo che siano tutte stupidate quelle trovate in rete...dai! però è bello crederci... aggiungo che io sarei la prima ad essere contenta!!!
sei del settore forse? |
Riconosci nell’animale un soggetto, non un oggetto? Allora sii coerente, non domandare “che cosa” mangiamo oggi, ma “chi” mangiamo oggi.
Charlotte Probst |
Modificato da - sandy in data 18/06/2007 14:09:26 |
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EffeCi
Simpatizzante

Regione: Lombardia
Prov.: Milano
Città: Milano
71 Messaggi |
Inserito il - 18/06/2007 : 15:57:44
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Beh... sono laureato in Scienze Agrarie, ho seguito un paio di tesi in Apicoltura, ho partecipato alla raccolta e all'elaborazione dei dati per il censimento apistico regionale in Lombardia e ho parecchie conoscenze nel settore... incluso il professore che tiene attualmente il corso di Apicoltura in Università...
In campo entomologico, purtroppo, si trovano in giro per la rete baggianate di dimensioni galattiche...
Approfitto dell'occasione per raccontarti una cosa singolare... Alcuni anni fa è stata fatta una serie di analisi comparative sui mieli della Lombardia.... l'indagine era rivolta soprattutto ai residui di metalli pesanti e di particelle carboniose, che sono in stretta correlazione con l'inquinamento ambientale... Venne usato come test di confronto il miele prodotto dalle api dell'Istituto di Entomologia Agraria, che sono ospitate su una terrazza a Città Studi, qui a Milano... Tutto faceva pensare che in questo miele sarebbe stata trovata una quantità altissima di elementi inquinanti, considerato l'elevato inquinamento dell'ambiente urbano in generale, e di Milano in particolare... Invece... I risultati furono del tutto diversi... il miele "urbano" milanese è risultato percentualmente assai meno "inquinato" di quello prodotto, per esempio, in alcune valli del lecchese e del comasco... E comunque, i valori di particelle inquinanti in generale erano bassissimi, a dimostrazione del potere di "depurazione" biologica posseduto dalle api... Curioso, no? e anche confortante... |
Roach is now |
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milus
Sono sempre qua
  

898 Messaggi |
Inserito il - 18/06/2007 : 16:19:06
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| effeci,conosci la situazione del miele in campania e più precisamente il miele prodotto nel cilento? |
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EffeCi
Simpatizzante

Regione: Lombardia
Prov.: Milano
Città: Milano
71 Messaggi |
Inserito il - 18/06/2007 : 17:04:37
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No, però la prossima volta che capito in Università posso provare a chiedere...
Aggiungo un'altra considerazione al discorso precedente... quella tra ape e uomo è una associazione molto antica, che è andata sempre evolvendosi e, nell'ultimo secolo, ha fatto passi da gigante, diventando a tutti gli effetti una associazione di tipo mutualistico... le api producono il miele ed altri prodotti secondari, ma ricevono in cambio cure, attenzioni e assistenza sanitaria contro parassiti e malattie... di fatto un alveare in natura ha una vita media che assai di rado supera i due-tre anni (accidenti climatici, malattie, indebolimento, parassiti, etc), mentre una famiglia di api in un allevamento ben condotto può durare più del triplo, dando oltretutto origine ad un nuovo alveare praticamente ogni anno...
Chi tiene male le proprie api, o le sfrutta in maniera irrazionale ed esagerata, di solito dura molto poco nel settore dell'apicoltura...
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Roach is now |
Modificato da - EffeCi in data 18/06/2007 17:22:41 |
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Ned
Sono sempre qua
  

Regione: Veneto
Prov.: Vicenza
Città: provincia
746 Messaggi |
Inserito il - 18/06/2007 : 17:14:16
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mio zio è apicoltore  e giusto set scorsa sono andato a prendermi un pò di miele  |
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milus
Sono sempre qua
  

898 Messaggi |
Inserito il - 19/06/2007 : 10:33:33
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Citazione: Messaggio inserito da EffeCi
No, però la prossima volta che capito in Università posso provare a chiedere...
D'accordo effeci,ti ringrazio,ma comunque senza impegno,la mia è solo una curiosità sul fatto se avevi qualche notizia sulla qualità generale del miele o qulache notizia particolare,visto che l'apicoltore dove mi rifornisco ha il marchio di apicoltore biologico e sposta periodicamente gli alveari in cilento,dove in teoria ci dovrebbe essere meno inquinamento e più varietà di fiori e piante |
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sandy
Inseparabile
    
Regione: Lombardia
9108 Messaggi |
Inserito il - 02/02/2008 : 12:47:57
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Corriere della Sera In Italia scompaiono le api. «Colpa di clima e veleni» - 31 gen 08 Per il ministero dell'Ambiente può venir alterato l'equilibrio di tutto l'ecosistema. Leggi api e pensi miele. Ingenerosamente. Perché queste piccole operaie dorate concorrono in maniera determinante nella produzione di pere, mandorle, agrumi, pesche, kiwi, ciliegie, cocomeri, zucchine, pomodori, soia, colza. Per non parlare del contributo che danno alla filiera della carne, impollinando i prati di erba medica e trifoglio destinati agli animali da allevamento. Oggi, però, leggi api e pensi estinzione. L'allarme lo lancia l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e i servizi tecnici (Apat): nel 2007 l'Italia ha perso duecentomila alveari, con un danno stimato in 250 milioni di euro. Al Nord la moria delle api ha toccato il 50%. E le perdite si contano anche in Europa e negli Stati Uniti. Qui, in particolare, il Colony Collapse Disorder, il tremendo fenomeno dello spopolamento, ha raggiunto punte del 70%. «I cambiamenti climatici, l'inasprimento delle infezioni da virus e l'inquinamento da fitofarmaci sono gli imputati principali», risponde Francesco Panella, presidente dell'Unione apicoltori (Unaapi). L'anno scorso, nel periodo delle semine nella pianura lombarda, è scomparso il 20% delle sue bottinatrici, cioè le api che portano nell'arnia il bottino: nettare, polline, acqua e melata. Coldiretti e Confederazione italiana agricoltori sono in allerta. «L'apporto economico di questi imenotteri al comparto agricolo è di circa 1.600 milioni di euro l'anno», spiega l'Apat. Ma il problema non è soltanto finanziario. «L'ape è un bioindicatore, ai primi sintomi che qualcosa non va muore», aggiunge Isidoro Furlan, del Corpo forestale dello Stato. E infatti il ministro dell'Ambiente parla di allarme «che riguarda l'agricoltura, ma anche l'equilibrio del nostro ecosistema, e conferma tutte le preoccupazioni emerse dalla Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici di settembre». Il presidente onorario di Legambiente Ermete Realacci (Pd) è pratico: «In Italia ci sono circa 50 mila apicoltori, un milione e 100 mila alveari, si producono oltre 10 mila tonnellate all'anno di miele e 20 mila vengono consumate. È urgente adottare ogni misura necessaria». Come vietare l'uso dei pesticidi nicotinoidi. «La Francia lo ha già fatto — dice l'entomologo Giorgio Celli, autore de La mente dell'ape —. Hanno un effetto tossico simile a quello della nicotina, straordinariamente distruttivo per le api, che perdono l'olfatto e il senso di orientamento, e in queste condizioni muoiono». L'intuizione di Albert Einstein non è incoraggiante: «Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita». Elvira Serra
La lezione degli animali La moria delle api fa pensare alle rondini, falcidiate per gli stessi motivi, primo tra tutti l'uso dissennato della chimica. Ecco allora che, per la loro sensibilità, capita alle api, così come alle rondini, di assumere il fastidioso ruolo di indicatori ambientali. Il che, tra l'altro, vorrebbe dire, dato che l'ambiente è pure il nostro, che se muoiono loro c'è poco da stare allegri per noi. Le rondini però sono selvatiche, mentre le api furono addomesticate per regalarci il miele. Ciò, per analogia, fa pensare ai canarini, anch'essi addomesticati per qualcosa d'altrettanto dolce, il canto. E pure quegli uccellini, ironia della sorte, vennero usati, in miniera, come indicatori ambientali. Storie parallele che la zoologia ci regala. Speriamo almeno che le attuali morti delle api, come quelle antiche dei canarini, ci insegnino qualcosa. Danilo Mainardi
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Riconosci nell’animale un soggetto, non un oggetto? Allora sii coerente, non domandare “che cosa” mangiamo oggi, ma “chi” mangiamo oggi.
Charlotte Probst |
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misulina
Moderatore
    
Regione: Toscana
Prov.: Massa Carrara
Città: massa
3085 Messaggi |
Inserito il - 04/02/2008 : 10:49:52
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io ho trovato qualche anno fa tre api maschio cacciate e moribonde. Come sono solita fare le ho raccolte e le ho nutrite ( quando mangiano sono stranisime..hanno una linguetta lunga e rossa)..... Ho costruito loro una casettina di legno e all'interno mettevo loro quotidianamente miele, pappa reale e frutta fresca.. Le ho tenute in casa per circa 8 mesi....tutto l'inverno.. Poi dopo a primavera ho spostato la loro casetta all'esterno.. Ho continuato a metterci dentro cibo e le api sono aumentate per tutta l'estate.... ..... |
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Liebe
Inseparabile
    

3512 Messaggi |
Inserito il - 04/02/2008 : 11:04:17
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| che bello misulina! |
 e' piu' importante impedire ad un animale di soffrire, piuttosto che restare seduti a contemplare i mali dell'Universo pregando in compagnia dei sacerdoti.Buddha. Impara a dire addio a tutto ciò che è d'impedimento ai tuoi sogni.. Sergio Bambarén personalWeb http://www.webalice.it/claudio238
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misulina
Moderatore
    
Regione: Toscana
Prov.: Massa Carrara
Città: massa
3085 Messaggi |
Inserito il - 04/02/2008 : 11:37:51
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e si..so che adesso mi diranno che dovevo lasciarle morire perchè è natura etc etc... ma io sono fatta così. Alla fine anche mia madre si è ricreduta...erano spettacolari...e poi quando le ho trovate erano già praticamente morte..erano distese nell'asfalto e non si muovevano più. Gli ho buffato sopra per capire se c'era una possibilità e vedendo che muovevano le zampine le ho raccolte e portate al caldo..Le ho imboccate con un cotton fiok imbevuto di succo di frutta e zucchero..stando ben attenda a non soffocarle..Piano piano si sono riprese ma presentavano le alette atrofizzate. Pensavo non ci fosse più nulla da fare e che non avrebbero più volato..ed invece in primavera al contatto con il sole le alette si sono riaperte...ma non si sono allontanate molto..giusto qualche voletto. |
www.attitudehotels.com |
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filmore
Apprendista Inseparabile
   

1410 Messaggi |
Inserito il - 04/02/2008 : 14:46:27
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Fantastica Misulina !!!
ciao |
... Basta un pensiero per modificare la realta che ti circonda... |
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filmore
Apprendista Inseparabile
   

1410 Messaggi |
Inserito il - 04/02/2008 : 18:30:38
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Per quanto riguarda la quasi scomparsa della rondine sara’ anche dovuta all’uso di pesticidi e a inquinamento, come dice Mainardi. (“La moria delle api fa pensare alle rondini, falcidiate per gli stessi motivi”)
Pero’ un’altra realta’ e’ che la rondine va a svernare in centro africa, e li ‘ rappresenta una fonte alimentare. Solo una piccola tribu’ composta da 400 abitanti fa’ fuori in un anno 200.000 ( mila) rondini.
Un amico anni fa’ per lavoro ha fatto un reportage in Africa. Ha visto e raccontato che gli abitanti costruivano delle barriere mobili fatte di aste e reti , dopodiche ' le adagiavano fissandole solo per un lato nel terreno nelle zone di transisto (o meglio nei corridoi migratori ) dei volatili.
All’arrivo o nei vari passaggi dei volatili, gli uomini issavano di scatto con le funi questi sbarramenti, facendovi intrappolare gli animali. Dai dati raccolti in quel periodo, prima del 2000, ha stimato che circa 12 milioni di rondini venivano catturate per cibo ogni anno.
Credo che il problema per le api sia un po’ differente e si sia manifestato ben tempo fa’, quando negli USA gia' scomparivano dai campi coltivati a ogm.
ciao 
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... Basta un pensiero per modificare la realta che ti circonda... |
Modificato da - filmore in data 04/02/2008 18:42:14 |
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